La comunità…una bella famiglia!

Lo confesso … il tema della comunità è diventato il mio pallino!

Cosa vuol dire poi Comunità? Spesso accade che la parola comunità rimandi a qualcosa di chiuso, un luogo di ‘recupero’, di cura, se non di punizione in cui si è obbligati a restare, per aggiustare o rimettere ordine nei propri problemi. Comunemente è spesso intesa così. Può essere, ma può essere anche molto altro.

Io vivo e diffondo l’immagine della comunità come uno spazio aperto, da cui si può entrare e uscire liberamente, in cui accogliere nuove persone e da cui alcuni scelgono di andare via o anche solo allontanarsi per un po’, per esplorare il mondo e poi tornare, con una nuova pelle e nuove esperienze da raccontare.

Questo è per me la comunità a cui scelgo di appartenere, che mi include senza giudizio e silenziosamente mi prende così come sono o mi aiuta a sviluppare nuovi fronti e nuove occasioni di crescita…personale e professionale!

La Comunità che ancora una volta mi ha accolta è quella degli psicodrammatisti…a cui appartengo da un po’ di anni oramai, ma che ogni volta mi ricorda come sia rigenerante sentirsi inclusi e accolti, conosciuti e riconosciuti…abbracciati letteralmente e metaforicamente.

Io qui mi sento a casa, so di poter parlare autenticamente, ma anche di poter tacere. Senza suscitare pregiudizi. E nemmeno aspettative.

Ma non è l’unica per me! Ho la fortuna di avere molte porte aperte e diverse comunità di cui sentirmi parte, in cui poter tenere un filo che mi lega, ma anche mi risveglia, quando dimentico le occasioni che quel gruppo offre e la ricchezza unica che proprio quel gruppo di persone regala. Anche gratuitamente, per la gioia di condividere un tratto di strada, del nostro viaggio personale.

La libertà di poter essere se stessi è in verità un grande privilegio. E troppo spesso dimentichiamo quanto sia prezioso poter sentirsi parte di qualcosa, di un’identità più grande o di un gruppo o di processo, come un viaggio che scorre e noi ne siamo attori e spettatori, veicolo e testimoni.

Un’esperienza di gruppo, in cui poter essere parte di un viaggio – Video: https://www.facebook.com/dr.padova/videos/2227711024213759/

Ultimo giorno di iscrizione!

FESTA DELLA #DONNA? o forse… FESTA DELLA #COPPIA!?

Un’occasione speciale di cura reciproca…per dare valore a piccoli gesti e parole sussurrate… SABATO 10 MARZO – Milano

Si parla spesso dell’importanza della #PAROLA nella relazione di coppia, come strumento fondamentale di condivisione di pensieri, emozioni, progetti…

ASSOLUTAMENTE SÌ!

Ma quanto spazio dedichiamo parallelamente alla #comunicazione #non-verbale e all‘ascolto autentico sul piano più implicito e istintivo del contatto corporeo, dello sguardo, del respiro, delle emozioni…?

Nella fretta del flusso di vita quotidiana è molto difficile concedere alla coppia uno spazio di autentica attenzione e ascolto, dedicandosi cura reciproca in una parentesi SENZA interferenze esterne…telefoni, messaggi, figli, orari…

è possibile dedicarsi una intera giornata tutta per la coppia!

sabato 10 marzo – via Faruffini 6, Milano

via Amori 4.0 Laboratorio

COSTI

€ 160 A COPPIA PER LA GIORNATA INTERA
€ 70 A COPPIA SOLO PER LA MATTINA
€ 120 A COPPIA SOLO PER IL POMERIGGIO

PER ISCRIVERSI MANDARE UNA MAIL A: ANNALISA.CORBO@GMAIL.COM

Percorsi Psicopedagogici minori

Percorsi Psicopedagogici per minori di accompagnamento alla crescita

Percorsi Psicopedagogici di gruppo per minori | Gruppi di 8-11 e 11-15 anni | Mercoledì pomeriggio, a cadenza quindicinale | Presso Associazione PuntoUno

Da gennaio si aprono a nuovi ingressi i gruppi Psicopedagogici di accompagnamento alla crescita.

A cosa servono? 

A promuovere l’autostima e l’autodeterinazione, nei processi di crescita e la capacità di orientare le proprie scelte con autonomia di pensiero.

Il processo di gruppo offre il terreno fertile per attivare nuove potenzialità nello sviluppo di competenze emotive, cognitive e relazionali, in modo dinamico e giocoso.

Attraverso proposte d’azione in movimento, con parola, corpo e ascolto reciproco i bambini possono allenarsi a sviluppare un atteggiamento di apertura verso gli altri e riconoscimento delle differenze, partendo dai propri bisogni e punti critici, per evolvere verso ponti relazionali nuovi e modalità relazionali non ripetitive.

 

Info: tatianasicouri@gmail.com | 347 8938317

La giusta distanza

Un gruppo di Crescita Personale

Così si è concluso stasera un ciclo di incontri di Crescita Personaleper un gruppo a termine.aiuto1

Per le persone che hanno partecipato è stato un piccolo viaggio, in cui insieme hanno potuto generosamente ascoltare ed essere ascoltati.

Nonostante un tempo breve di condivisione, di pochi incontri, c’è stato il tempo e l’intensità per poter aprire le porte sulle stanze più intime delle persone, secondo la disponibilità emotiva e relazionale di ognuno.

Abbiamo aperto i nostri sguardi rispettosi sulle emozioni di ognuno, sulle difficoltà, le relazioni per loro importanti, i desideri, i blocchi, le aspettative, i bisogni… Il rispetto di tutti, come sempre, ha consentito una grande delicatezza nell’accogliere le differenze e le specifiche individualità…così come anche le risorse propositive ed assertive che per qualcuno sono un obiettivo, ma mutuate da altri , possono diventare un modello per sè, di nuove possibilità di relazione con gli altri e di vita.

decentramentoLe parole con cui ci siamo salutati sono state autenticità e gratitudine.

Ogni persona è stata autentica nel suo modo di partecipare, ma anche di non partecipare. L’autenticità ha offerto a tutti la possibilità di esserci e mettersi in gioco, ma anche di essere spettatori e rimanere ai margini. La spontaenità e il profondo rispetto reciproco ha consentito ad ognuno di ascoltare se stesso, mentre viveva un’esperienza significativa da un punto di vista emotivo e di crescita per sè.specchio3

Semplicemente, ancora una volta, si rivela il potenziale terapeutico e trasformativo del gruppo nelle sue funzioni relazionali e di rispecchiamento, attraverso cui le persone possono ritrovare sè stesse negli occhi dell’altro e riconoscere meglio le proprie caratteristiche, guardando autenticamente l’Altro come specchio di sé.

Crescita personale…sì, ma in gruppo!

Perché continuo a proporre cicli di  crescita personale a Milano e dintorni?

Perché vivo sempre con fiducia e determinazione il piacere di far sperimentare alle persone esperienze di gruppo significative, per quanto estemporanee e temporanee possano essere?

Cosa mi fa pensare che ogni volta possa magicamente ripetersi il rituale momento dell’incontro e aprire così le porte a ciò che lo Psicodramma rende così immediato e spesso rivelatore…?

È così che le persone scoprono nuovi punti di vista, anche solo per un giorno, anche solo per un istante. Un istante illuminante, rivelatore di emozioni e pensieri invisibili o inesprimibili fino al magico momento della scena. In cui tutto sembra così palesemente lampante e comprensibile.

Noi siamo sempre gli stessi, eppure siamo veste nuova, sguardo nuovo, prospettiva inattesa.

Forse è per questo che rinnovo nel tempo la voglia di accendere una luce e aprire una porta in spazi sempre nuovi e con persone di passaggio. Che a volte scelgono di fermarsi più a lungo.

Per poter tornare a guardare ancora dentro le stanze della propria anima.

Oppure generosamente offrire il proprio benevolo punto di vista ad altri viaggiatori di passaggio.

È sempre una grande ricchezza per me.

Grazie

 

 

Psicoterapia di gruppo e società

L’espressione ‘Terapia di gruppo’ ha due accezioni.

Può riferirsi tanto alla cura di un certo numero di persone riunite in particolari sedute terapeutiche, quanto al tentativo preordinato di far maturare in un gruppo delle forze che facilitino un’attività di cooperazione

Questo ci disse Wilfred Bion nel 1971.

E con ciò riusciamo in sintesi a rispondere alle tante domande che spesso le persone pongono su quali siano le differenze tra psicoterapia individuale e di gruppo.

In un gruppo ci occupiamo al contempo delle persone che lo compongono quanto della composizione stessa del gruppo, riconoscendo ad esso un valore terapeutico come agente di cambiamento e specchio delle trasformazioni o rigidità volte alla conservazione dello stato di esistenza stessa del gruppo… o potremmo dire Comunitá, se non addirittura Società!

Bion stesso già diceva:

Non si è ancora cercato di spingere la società a curare i suoi disturbi psicologici con mezzi psicologici, perché essa non ha raggiunto una capacità di introspezione sufficiente a valutare la natura delle sue sofferenze.

Immediato il riferimento a tutti gli elementi di malessere, per non dire patologia, che la nostra società porta con sé senza esserne troppo consapevole.

Inevitabile lasciar andare il nostro pensiero di ‘terapeuti di gruppi’ e dunque in qualche modo di micro-società a tutte le fantasie di cura e cambiamento che per mandato professionale e indole naturale siamo portati a immaginare e anche un po’ presuntuosamente tentare di mettere in azione.

Partendo da cosa?

Dall’obiettivo ambizioso di 

educare ed addestrare le comunità nei problemi delle relazioni interpersonali.

Come l’immagine del sasso lanciato nell’acqua cosi abbiamo l’ambizione di veder propagare il cambiamento come un’onda sulla superficie, dal micro al macro, proprio come molti giganti sulle cui spalle ci orientiamo oggi, avevano già idealisticamente immaginato o almeno fantasticato.

Riferimento bibliografico

Wilfred R. Bion, Esperienze nei gruppi, Armando editore

Psicoterapia di gruppo

“Io mettendomi nei panni dell’altra persona ho fatto solo critiche all’altro! Cioè a me stesso!

Perché alla fine io sono qui per me. E quello che vedo più chiaramente negli altri è quello che vedo in me e …soprattutto è quello che più mi dà fastidio di me!

Un’esperienza di Psicoterapia con lo Psicodramma

La funzione di Doppio in Psicodramma attiva una prospettiva di visione che consente di mettersi nei panni di un’altra persona, per dare voce ai suoi pensieri ed emozioni, offrendo nuove chiavi di lettura all’altro, ma anche insight utili per sé.

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I complimenti non mi servono, non mi aiutano a cambiare! Le critiche sono quelle che mi annoto e su cui voglio lavorare …”

Le parole di Giordano descrivono con grande semplicità quello che accade durante un percorso terapeutico di gruppo, attraverso ciò che in Psicodramma chiamiamo Decentramento percettivo.

Io posso mettermi nei panni di un’altra persona, con l’intenzione di aiutarla a dare voce ad emozioni e conflitti interni, difficili da esprimere. La mia prospettiva di visione è quella del mio compagno di gruppo, con il quale ho costruito un rapporto empatico di accoglienza e riconoscimento reciproco. Inevitabilmente, però, ciò che ci appare più evidente sono quei lati di noi stessi che riconosciamo più facilmente negli altri che in noi stessi, che spesso rifiutiamo in noi ma così chiaramente e lucidamente ci appaiono in chi ci sta accanto.

Ecco che improvvisamente si offre l’insight! Ciò che avevamo riconosciuto nell’altro diventa un nuovo sguardo su di noi! E una nuova prospettiva ci offre nuovi elementi su cui lavorare in questo lungo cammino verso il cambiamento.

Guarda il Video_Psicodramma Pubblico di J.L.Moreno_Therapeutic Theatre

Cos’è lo Psicodramma?collaborazione3

L’azione psicodrammatica, intesa come la messa in “azione”,  rende concrete e osservabili le dinamiche interne e relazionali. Il terapeuta, attraverso una chiave di lettura sistemico-relazionale, facilita un processo di esplorazione, consapevolezza e sviluppo progettuale per il singolo, il gruppo o la comunità protagonisti dell’intervento.

La sessione aperta di psicodramma è un’esperienza di gruppo, che consente di partecipare in prima persona, aprendosi al gruppo in modo spontaneo e graduale, per aprire nuove prospettive su di sé attraverso lo sguardo su di sé e sull’altro.

…due o più persone si incontrano, non solo per porsi una di fronte all’altra, ma anche per viversi e fare un’esperienza reciproca…    

  soltanto le persone che si incontrano l’una con l’altra possono formare un gruppo naturale e una vera società di esseri umani. Le persone che si incontrano l’una con l’altra sono i fondatori responsabili  e genuini della vita sociale.                                                                                          J.L.Moreno

Negli anni, grazie ad un ampia diffusione dei metodi moreniani ed a contaminazioni varie, i metodi attivi si sono sviluppati come strumento duttile: sono infatti applicati in contesti terapeutici, professionali e sociali e in setting che vanno da quello individuale a quello di piccolo e grande gruppo.

Articolo interessante sullo Psicodramma come metodo_Opsonline


Sorgente: Psicodramma_Milano