Dipende? Da che dipende?

Parlare di dipendenze oggi è quantomai scontato, ma allo stesso tempo quasi un tabù.

Siamo tutti influenzati da dipendenze più o meno accettate socialmente, anche inconsapevolmente.

Come si fa a riconoscere se si è dipendenti da qualcosa? Qual’è il grado di dipendenza accettabile per me? e per gli altri?

E quali sono le dipendenze che fanno più paura, di cui si tende a non parlare e quali ci accompagnano amichevolmente nelle nostre giornate, come parte integrante della nostra vita lavorativa, affettiva e sociale?

La dipendenza è pericolosa? è qualcosa da cui occorre difendersi e proteggersi? oppure possiamo serenamente convivere con una dipendenza?… a patto che non venga considerata tale..?

Che genere di esseri siamo?

Nel percorso di crescita e cambiamento che ognuno di noi affronta per l’intera durata della vita, si toccano molteplici aree tematiche su cui interrogarsi. Una di queste è la dimensione amorosa, affettiva, relazionale, che inevitabilmente è anche identitaria.

In alcune fasi della vita risulta essere ancora più complesso e destabilizzante collocarsi, non soltanto rispetto ad un rapporto autentico con se stessi, ma anche nei confronti delle appartenenze sociali.

La dimensione identitaria diventa anche scelta politica, nel senso più radicato sul piano etimologico, quando la propria posizione identitaria deve fare i conti con limiti e vincoli sociali rilevanti, che ne incanalano anche le scelte, le possibilità personali e professionali, all’interno di contesti sociali e geografici connotati in modo più o meno esplicito rispetto alle tematiche fondanti direzioni di vita e posizionamenti umani.

Interrogarsi sul proprio posto nel mondo è una domanda da giovani. Ci sono persone che possono o devono porsi questa domanda in diverse fasi della vita, a volte anche ripetutamente.