
La bussola somatica


Non sempre gli insegnanti sono disponibili a mettersi in gioco nel complesso ruolo professionale che compete loro.
Quando accade però si snoda un complesso terreno di emozioni e investimenti affettivi, che ci rendono evidente quanto la complessità del ruolo dei docenti oggi abbia, non solo un forte ingaggio sul piano professionale, ma anche una dimestichezza non ovvia con processi relazionali a più livelli.
Sono inclusi in questo le relazioni di rete con i servizi territoriali, ma anche le relazioni diplomatiche con la famiglia, il corpo docente in tutte le sue componenti e competenze diverse e anche le realtà professionali, con cui i ragazzi devono relazionarsi già in fase di stage formativo.
Ogni docente porta al gruppo dei colleghi una storia di relazione con ‘il caso problematico’, situazione complessa in cui sente che la complessità lo investe oltre le proprie competenze, o avverte come emotivamente sovraccarica.
Si rende conto di una difficoltà di scelta come docente-educatore, rispetto alla propria posizione professionale e incarico progettuale sull’alunno.
La situazione viene elaborata attraverso un processo che consente di prendere distanza dal caso specifico per elaborare emozioni e criticità, alla ricerca di possibili soluzioni operative come equipe di lavoro.
“C’era una volta un ragazzo che…”
Il gruppo psico-emotivo elabora i punti di vista di tutti i ruoli coinvolti nella storia-situazione attraverso le Inversioni di ruolo
Emergono alcuni nodi tematici di base:
La dimensione tempo è una criticità trasversale e continuativa in tutto il processo di elaborazione.
Il gruppo progettuale mette in atto un’analisi della situazione scelta e immagina le possibili azioni progettuali, direzioni di intervento e relazioni utili ad una scelta operativa e progettuale, funzionale ad una svolta significativa.

Emergono infine elementi significativi su cui lavorare, per migliorare la qualità del lavoro e del contesto di vita lavorativa:
Attraverso una breve percorso di 6 ore il gruppo di lavoro ha avuto la possibilità di
L’esperienza comunitaria dello psicodramma lascia sempre il segno di un senso di appartenenza, ad una comunità che condivide valori e metodologie.

Ancora più interessante per me l’integrazione tra Psicodramma classico e Movimento Evolutivo Dinamico® in un contesto di persone disponibili ad accogliere nuove proposte e stimoli arricchenti sul piano personale e culturale.
Dalla dimensione di crescita personale offriamo lo spazio ad un riconoscimento negli altri emotivo e identitario, attraverso le proprie forme strutturali che il corpo esprime e vive.