Affido Familiare

Sociodramma

Serate di avvicinamento all’affido familiare 

L’affido familiare  e l’accoglienza di minori e famiglie in difficoltà

Serate aperte per conoscere meglio e da vicino l’esperienza dell’affido, attraverso i racconti e le storie di chi l’ha vissuto, ma anche attraverso le fantasie e le paure di chi non l’ha mai toccato con mano, ma desidera avvicinarsi.

Date in calendario:

9 marzo * Villa Tittoni, Desio


6 aprile * Palazzo Comunale, Bovisio Masciago

Guarda il video della serata


21 giugno * Sala Biraghi, Varedo

affidi varedo
Il viaggio dell’affido

 


Che cos’è l’affido familiare? 

Consorzio Desio Brianza – Affidi

La famiglia affidataria può essere una coppia (con o senza figli, sposata o non sposata) una persona singola; non ci sono vincoli di età. Anche i parenti del bambino/ragazzo si possono proporre come famiglia affidataria. L’affido può avvenire con il consenso dei genitori (affido consensuale) o in seguito ad una disposizione dell’Autorità Giudiziaria (affido giudiziale). Ci sono molte tipologie di affido: a tempo pieno, diurno, per il fine settimana, per le vacanze, a seconda del bisogno che il bambino/ragazzo e la famiglia di origine presentano.

L’Ente locale garantisce un contributo mensile a favore degli affidatari come riconoscimento della loro disponibilità ed è prevista una copertura assicurativa regionale.

L’affido è una risposta sociale, di solidarietà e di responsabilità ai problemi che una famiglia può incontrare.

L’esperienza dell’affido può diventare una storia significativa per tutti; non solo per il bambino affidato.

Per avere maggiori informazioni circa l’affido e per dare la propria disponibilità  a diventare affidatari è possibile contattare gli operatori del Servizio Affidi del Consorzio Desio Brianza al numero 0362391755 oppure scrivere al seguente indirizzo e-mail: affididesio@codebri.mb.it

Il servizio affidi avvia un percorso di conoscenza e di preparazione all’esperienza dell’affido, propone l’abbinamento tra il bambino/ragazzo e la famiglia affidataria ed offre sostegno alla famiglia affidataria durante il percorso di affido.

 


Come funziona il sociodramma?

“Il sociodramma si occupa di problemi che non possono essere né chiariti né trattati nel segreto di una stanza e nell’isolamento di due persone. Esso richiede tutti gli occhi e tutti gli orecchi della comunità, la sua profondità e vastità, per poter operare in modo adeguato. Richiede perciò, un ambiente in cui il gruppo con i suoi problemi collettivi possa essere trattato con la stessa onestà con cui viene trattato l’individuo in uno studio medico. La forma ideale per questo dramma che tutti possono condividere, il tribunale per eccellenza, è l’anfiteatro e l’effetto è la catarsi della comunità. La catarsi del sociodramma differisce da quella dello psicodramma… Nel procedimento psicodrammatico un soggetto viene trattato come una persona specifica, con il suo mondo privato. Nel procedimento sociodrammatico il soggetto non è una persona, ma un gruppo, perciò non è un negro individuale ad essere considerato, ma sono presi in considerazione tutti i negri, tutti i cristiani, tutti gli ebrei… Il protagonista sul palcoscenico non rappresenta una dramatis persona, l’espressione creativa della mente di uno scrittore di teatro individuale, ma un’esperienza collettiva. Egli è un’estensione emozionale di molti Io…”

“Il vero soggetto di un sociodramma è il gruppo. Non è limitato da un numero speciale di individui, può essere formato da tutte le persone che vivono in un luogo qualunque, ovvero da tutte quelle che appartengono alla stessa cultura. Il sociodramma si basa sulla tacita supposizione che il gruppo formato dal pubblico sia già organizzato dai ruoli sociali e culturali che, in una certa misura, sono interpretati da tutti i portatori di cultura”.

“Il procedimento sociodrammatico è ideale per lo studio delle interrelazioni culturali, in special modo quando due culture coesistono l’una vicino all’altra e i rispettivi membri subiscono un continuo processo di interazione e di scambio di valori… Ci si può in tal modo occupare di mutare l’atteggiamento dei membri di una cultura verso i membri di un’altra”.

(J. L. Moreno)